In esposizione, presso la Cantina di Monteverro, le opere di Elena Saracino a cui sono ispirate le nuove etichette di Verruzzo e Vermentino

 

L’artista friulana rende omaggio ai due vini nell’ambito del progetto Arte & Vino, ideato e curato dall’associazione culturale Il Frantoio. Monteverro non è solamente una cantina gioiello adagiata sulle colline fra Capalbio ed il Monte Argentario. E’ una realtà giovane e dinamica, attenta all’ambiente e alla valorizzazione del territorio. Per questo motivo da tempo Monteverro è coinvolta nel progetto Arte & Vino, ideato e curato dalla locale associazione culturale Il Frantoio (http://www.frantoiocapalbio.com) che ha l’obiettivo di creare un percorso enoartistico che tocchi arte, cultura, cibo, vino e ambiente, caratteristiche ben espresse dal Capalbiese.

Anche quest’anno il progetto si ripete, chiamando diversi artisti a collocare temporaneamente le loro opere presso le aziende vitivinicole per creare una mappatura dell’Arte e del Gusto. Capalbio cerca così di conquistare un pubblico che, alla passione per il vino, unisce anche quella per l’arte. Monteverro quest’anno ospiterà le opere di Elena Saracino, artista friulana, che ha reinterpretato le etichette di due vini della tenuta.

“L’essenza del mio lavoro si concentra sulla comunicazione esclusiva con l’ambiente e le persone. Attraverso un linguaggio tridimensionale volto in due direzioni, scultura e installazioni, seguo un’indagine comune che esprime in simboli la metamorfosi infinita della vita.”, così si racconta Elena Saracino sul suo sito . E le etichette di Vermentino 2016 e Verruzzo 2015 della tenuta di Capalbio prendono vita da questo approccio all’arte. “Ho preso ispirazione da una mia installazione ambientale realizzata lo scorso anno per un evento a Torino”, spiega Elena. “La stessa verrà riproposta in occasione di Arte&Vino, ed e sarà esposta all’interno della tenuta Monteverro a partire dalla prima settimana di giugno. Sarà rivista e adattata nelle dimensioni e nei materiali”, continua l’artista udinese. “Ho voluto creare una sorta di “altare”. Mi piace pensare alle mie istallazioni come a qualcosa di simbolico che faccia leva sulle emozioni”.

Disegno a pastello, tratto leggero e colori tenui per i tre fiori bianchi che ornano il Vermentino – perfetta espressione di questo bianco dall’attacco fresco e vibrante con toni di agrumi, pompelmo rosa, mela verde, pesca e mandorle. Un elegante gioco di linee e sfumature che rendono omaggio alla raffinatezza della Cantina di Capalbio. “I fiori chiusi e bianchi sono simbolo dell’innocenza dell’infanzia”, spiega l’artista. Segno deciso e una tonalità lilla scuro per il Verruzzo, un rosso di carattere, elegante, pieno di aromi. “Il rosa lilla è un omaggio al mondo femminile, alle giovani che stanno per conoscere il mondo”. C’è una certa sacralità simbolica nella scelta dei fiori e delle loro colorazioni. “Un richiamo alla terra e alla natura, e contestualmente anche la successione delle fasi della vita: il fiore che sboccia lentamente così come la vita, qualcosa che sta per nascere e che vedrà il bello e il brutto dell’esistenza”.

Questi “boccioli” simboleggiano l’attesa del “dolceamaro nettare di domani” come riportato sull’etichetta stessa. “Nelle mie opere lavoro molto sulla poesia, sia visiva sia di parola”, conclude Elena Saracino. Un vero e proprio restyling dal sapore artistico per due delle etichette della Tenuta: il Vermentino 2016, il bianco espressione della viticultura tradizionale della costa toscana e il Verruzzo 2015 – il cui nome significa piccolo cinghiale a riprova del suo temperamento forte e dinamico. Per maggiori informazioni visitare il sito  oppure il profilo Facebook ed Instagram

30 Giugno 2017