Consumi mercato vini spumanti italiani in Italia ed Estero fine anno 2023 - 30 giorni di festa

Consumi mercato vini spumanti italiani in Italia ed Estero fine anno 2023 – 30 giorni di festa

Ritorno al passato o segnale di un futuro difficile?Tradizionale stima dal 1991 su consumi spumanti (e vini) prossime SS.Feste 2023-2024

Ovse-Ceves fondato nel 1991 alla Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza
Realismo, Risparmio, Regionalità questi potrebbero essere tre termini che illustrano la prima analisi delle stime dei consumi e acquisti di bottiglie di vini e spumanti per le prossime feste di fine anno e brindisi 2024. La prima constatazione è che i buoni numeri registrati a fine anno 2022 non sono confermati. Aumenti sul mercato dettati – come dicono le imprese – dagli aumenti dei costi di produzione e distribuzione. Come Ceves-Uni, centro analisi mercati e consumi e osservatorio economico, stiamo ancora registrando dati commerciali e consegne di fine anno, ma al consumo si registrano aumenti sullo scaffale e nelle liste dei vini del menù dal 15 al 26%, variabili da grande distribuzione a horeca e da tipologia a tipologia.

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Numeri in Italia. Calo acquisti bottiglie in Gda e nell’e-commerce rispetto al 2022. Horeca mantiene ordini acquisti e prenotazioni di fine anno con abbinamenti e menu improntati al binomio vini e spumanti (bene Champagne in Italia con aumento volumi e fatturato). Bollicine italiane confermano un trend positivo all’estero grazie ad Asti e Prosecco: meglio in valore che in volumi. Bene anche a livello nazionale nel senso che ad un calo dei volumi si attende un fatturato maggiore (+3,4%) rispetto alle Feste 2022. In Italia si stima che voleranno 70-71 milioni di tappi a fungo durante tutte le feste per un giro di affari al consumo 712 milioni di euro.

Per il fatidico brindisi al 2024 saranno circa 35-38 milioni le bottiglie stappate in calo del 8% rispetto al 2022. Privilegiate le bottiglie fra 5 e 9 euro di prima fascia negli acquisti sullo scaffale; fra i top players la fascia più gettonata varia fra 40-50 euro in horeca. Per capodanno prenotazioni ancora molto disponibili in ristoranti e alberghi, leggermente in ritardo (circa 20%) rispetto. Calo dei consumi nelle feste pubbliche e organizzate in strada: l’effetto no alcol della generation 00 si fa sentire per il primo anno in modo significativo.

Numeri export spumanti italiani, consumi alle feste. Recupero in paesi come Usa e UK, ottimi segnali in Europa, alcuni crolli in Asia e Oriente. Cina in calo e Russia … in crescita! Durante le feste voleranno 210-215 milioni di bottiglie tricolori con rincari significativi per tutte le tipologie sia Docg che Doc, sia metodo tradizionale che metodo italiano. Super leone quasi assoluto il Prosecco Doc e il Prosecco Superiore Docg (Valdobbiadene, Conegliano, Asolo, Cartizze) con circa 180-185 milioni di tappi che volano nei fatidici 30 giorni di fine anno.

Giampietro Comolli, presidente dell’Osservatorio e del Centro Studi Ceves-Uni, anticipa una stima e un commento: “ Abbiamo constatato più realismo negli acquisti e nei consumi che euforia, dopo anni di crescita. Segnale che richiama più attenzione istituzionale, più managerialità nei consorzi, più addetti esperti nelle imprese per un paese “enologico” come l’Italia. Il vino fa parte della nostra antica cultura. Perdere il rapporto anche occasionale e la stagionalità dei consumi è un segnale che va di pari passo con altri anche più importanti. Soprattutto se deriva da un modello di vita che sta emergendo. E’ la espressione di un forte cambiamento guidato dai giovani dalla generazione 00 e da un aumento di infedeltà e cambio degli acquisti obbligati. Privilegiato il tempo libero e lo svago più che il consumo diretto”.

I consumatori intervistati (non sempre gli stessi tutti gli anni) sono lapidari e omogenei nelle risposte indipendentemente dalla disponibilità economica, dalla passione, dalla età: “…l’ aumento di prezzo allo scaffale di etichette che erano abbordabili ad un prezzo medio riconosciuto e sostenibile dal consumatore determina una riduzione dei volumi”. Anche la “fascia medio-alta” è quella che risente di più per i consumi di fine anno.

17 dicembre 2023

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