Condurre i visitatori di Expo in un percorso lungo 5mila anni di storia alla scoperta delle tradizioni e della cultura che si celano in una bottiglia di vino

Inaugurazione Pad Vino Muvit a Expo Lungarotti con vertici Veronafiere  Sala Squinzi Bracco Cotarella

E’ questo il contributo della Fondazione Lungarotti che per “Vino – A taste of Italy”, il Padiglione del vino italiano ad Expo, realizzato da Vinitaly/Veronafiere e inaugurato oggi dal ministro alle Politiche agricole Maurizio Martina, ha portato a Milano 27 opere del suo Museo del Vino (Muvit) di Torgiano –Perugia-, recensito dal New York Times come “il migliore in Italia” per la qualità delle sue collezioni.

Sei le sezioni tematiche dell’itinerario esplorativo proposto dalla Fondazione Lungarotti ai visitatori di ogni età e nazione per evidenziare il rapporto del vino con la storia, la mitologia, la salute, l’amore, l’alimentazione e la convivialità.

Per Maria Grazia Marchetti Lungarotti, direttore della Fondazione e creatrice del Muvit nel 1974 con il marito Giorgio: “Il vino, nei secoli, si è intrecciato con l’arte, la storia, la cultura. Il percorso che abbiamo selezionato per Expo, narra questo rapporto unico e lo esalta attraverso 27 opere rappresentative di uno dei prodotti simbolo della civiltà Mediterranea”.

Muvit Lungarotti a Expo Pad vino 1

Tra le opere presenti ad Expo al Padiglione del vino italiano, l’”Askos” con impugnatura zoomorfa di area partenopea (I sec. d.C.), destinato a tavole di prestigio; “Venere e Bacco”, un istoriato del XVI secolo che evoca il millenario legame tra vino e amore; il “Bevi se puoi” (Flaminio Fontana, 1575), la coppa nuziale ad inganno; un antico “Ferro da cialde” inciso con un motto che invita a bere il vino con le cialde e due “Arlecchini” di Montelupo Fiorentino, richiamo alla Commedia dell’Arte.

Oltre alla Fondazione Lungarotti, anche l’omonima cantina sarà presente al Padiglione del vino italiano di Expo con le sue etichette portabandiera dell’Umbria in tutto il mondo. Tra le partecipazioni, quella con l’Istituto del vino Grandi Marchi (l’associazione che riunisce le 19 griffe simbolo dell’enologia tricolore) con cui porterà nella Biblioteca del vino il Rubesco Doc (2011), il Torre di Giano Igt (2014) e L’U Rosso Igt (2012) e nella collettiva del Consorzio Tutela Vini di Montefalco con il Sagrantino Docg (2009), il Rubesco Doc (2011) e L’U Bianco Igt (2014). Inoltre Lungarotti è tra le 400 aziende italiane selezionate (su oltre 1000 candidate) protagoniste del progetto “Ecco la mia impresa” nello spazio di Intesa Sanpaolo, unico official global partner di Expo.

 

Fondazione Lungarotti – Da quasi 30 anni al centro della promozione dei saperi e delle arti, la Fondazione Lungarotti Onlus (nata nel 1987 su iniziativa di Giorgio e Maria Grazia Marchetti Lungarotti) è il fulcro culturale dell’omonimo gruppo umbro. Diretta da Maria Grazia Marchetti Lungarotti, storica dell’arte e archivista, la Fondazione è titolare di un fitto calendario di conferenze, incontri e laboratori a tema. Dall’officina culturale di Torgiano escono anche pubblicazioni editoriali premiate a livello internazionale. Tra le attività, la gestione dei due principali spazi espositivi tematici firmati Lungarotti: il Museo del Vino e il Museo dell’Olivo e dell’Olio.

MUVIT Con una collezione di oltre 3000 reperti, il Museo del Vino di Torgiano (MUVIT) racconta in modo inedito la storia della viticoltura del Mediterraneo. Recensito dal New York Times come ‘il migliore in Italia’, il Museo propone un viaggio lungo cinquemila anni attraverso collezioni d’arte tra coppe, boccali, anfore, vasi potori, vasellame, ceramiche medievali, rinascimentali e barocche fino a quelle di epoca contemporanea. A palazzo Graziani Baglioni, sede del Museo, anche una tra le più grandi collezioni europee di incisioni a tema bacchico tra cui un inebriante Baccanale di Pablo Picasso (1959) e di ferri da cialda. Nel museo anche tutti gli attrezzi per la vinificazione, tra cui il torchio monumentale descritto da Catone e utilizzato nella campagna umbra fino a pochi decenni fa.

Milano, 23 maggio 2015