Guida Vini d’Italia 2023: i “Tre bicchieri” a cinque Soave

Guida Vini d’Italia 2023: i “Tre bicchieri” a cinque Soave

La mineralità nel calice e la capacità di evolvere e di migliorare negli anni sono il naturale risultato di vigneti coltivati su colline di origine vulcanica

L’autorevole guida del Gambero Rosso ha scelto di premiare la longevità e la mineralità espresse dalla garganega. Si respira soddisfazione all’interno della denominazione del Soave per il risultati ottenuti nella guida Vini d’Italia 2023 edita da Gambero Rosso.

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Comun denominatore per le cinque aziende premiate la capacità di adattamento e di evoluzione della garganega che sa esprimersi bene nei Soave d’annata, ma che è in grado di mostrare muscoli e carattere andando soprattutto a ritroso nelle annate. Spicca infatti l’annata 2020, a cui si aggiunge anche un 2019, a dimostrazione che la longevità, accanto alla mineralità, è probabilmente uno dei tratti marcatamente più distintivi del Soave. La mineralità nel calice e la capacità di evolvere e di migliorare negli anni sono il naturale risultato di vigneti coltivati su colline di origine vulcanica.

Ecco le aziende:

Pieropan – Soave Doc Classico “La Rocca” 2020

Ca’ Rugate – Soace Doc Classico “Monte Alto” 2019

Suavia – Coave Doc Classico “Montecarbonare” 2020

Le Battistelle – Soave Classico “Roccolo del Durlo” 2020

Roccolo Grassi – Soave Doc “La Broia” 2020

«È un risultato che dà lustro a tutta le denominazione – evidenzia Igor Gladich, direttore del Consorzio del Soave – e che evidenzia ancora una volta probabilmente la caratteristica più rappresentativa del Soave: la sua longevità. Se infatti molti Soave d’annata sanno sorprendere per freschezza e florealità, altri sono testimoni di come la garganega sia in grado di evolvere nel tempo, regalando vini complessi e decisamente affascinanti».

6 ottobre 2022

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