Il tour #DrinkAlsace a Milano
Dopo 4 tappe in giro per alcune delle più suggestive città italiane, il Tour dei Vini d’Alsazia arriva a Milano
4 città, Torino, La Morra, Verona, Padova, hanno accolto quest’anno il #DrinkAlsace in Tour: un giro di degustazioni che ha avuto come attori principali i Vini d’Alsazia. Grazie alla maestria dell’Ambasciatore di questi vini in Italia, Andrea Zarattini, i professionisti partecipanti alle degustazioni guidate hanno attraversato virtualmente la regione francese curiosando tra storia, terroir, vini tipici e tradizione.
Certo, perché le Masterclass che hanno caratterizzato il #DrinkAlsace non avevano solo l’obiettivo di far degustare e apprezzare i vini della regione, ma anche di raccontarli portando alla luce fatti ed eventi che ne hanno segnato la storia e lo sviluppo nel corso dei secoli. “Quando ci si avvicina ai vini d’Alsazia vale la pena ricordare che parliamo di vini e soprattutto di vitigni che hanno avuto un passato, anche molto remoto, particolarmente complesso che ancora oggi esercita la sua influenza. Durante la Guerra dei Trent’anni, per esempio, i continui saccheggi dei vari eserciti hanno praticamente distrutto le produzioni a bacca rossa, sostituite successivamente per la maggior parte con vitigni bianchi”, sottolinea Andrea Zarattini e continua: “L’Alsazia è stata una regione a lungo contesa tra Francia e Germania, e quindi spesso territorio di scontro e di conflitto. Ben dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, negli anni tra il 1975 e il 1980, si procede ad una riorganizzazione amministrativa e di regolamentazione delle denominazioni, mentre continua la coltivazione delle vite, riavviata in modo organizzato e su larga scala: un bellissimo segnale di come una tradizione antica abbia trovato la forza per rinascere e addirittura migliorare. È sempre interessante tenere in considerazione il contesto storico, perché ci aiuta a capire anche i mutamenti culturali di una regione. In un bicchiere di vino sono spesso racchiusi molti valori che spesso diamo per scontati e che ci aiutano ad apprezzarne meglio la sostanza. I Vini d’Alsazia meritano una riflessione anche in questo senso”, conclude Andrea.
Il viaggio dei Vini d’Alsazia ha dato modo di scoprire le tipicità e i terroir della regione: Crémant d’Alsace, Riesling e Gewurtztraminer alsaziani e il Pinot Noir d’Alsace, la cui crescita è in costante aumento. Quali sono le ragioni del successo di questi vini in Italia? Il parere del Responsabile Export del CIVA – Conseil Interprofessionnel des Vins d’Alsace, Foulques Aulagnon, è questo: “Produciamo vini bianchi e un solo rosso, il Pinot Nero, con un’acidità tartarica accentuata, strutturati e allo stesso tempo aromatici. I Vini d’Alsazia si contraddistinguono per la loro purezza, anche nel caso di utilizzo di legno nuovo quest’ultimo non assume mai un carattere predominante. D’altra parte, i vini d’Alsazia sono il frutto di terreni con una formazione geologica fortunata e particolare, che le trasformazioni secolari hanno trasformato in un suolo ricco e generoso in cui si mescolano 13 diversi tipi di terreno unici al mondo. Una complessità rara, che significa da un lato grande esperienza da parte dei produttori tramandata di generazione in generazione, e che influenza il modo di produrre vino. I vini d’Alsazia con i loro profumi e aromi sorprendenti, dai più leggeri ai più importanti, sono delle ottime alternative nella scelta dei consumatori e professionisti italiani da sempre alla ricerca di novità”, e conclude: “Il pubblico italiano è curioso e ama molto gli Alsaziani, posizionandoli come vini gastronomici, li considerano ottimi alleati in fatto di abbinamento cibo – vino, come nella tradizione francese più classica”.
Ieri a Milano si è svolta l’ultima tappa del #DrinkAlsace in Tour: una selezione di professionisti del settore enotecari e ristoratori, ma anche i sommelier delle diverse associazioni di categoria italiane, sono stati coinvolti in una degustazione guidata in abbinamento ai formaggi italiani dell’Agriturismo Burki di Macugnaga, ancora un’ottima occasione per scoprire abbinamenti con prodotti selezionati italiani e francesi. L’iniziativa #DrinkAlsace in Tour poggia le sue basi proprio su un mercato, quello italiano, che da sempre è di grande interesse per la regione francese. I dati export sull’Italia sono decisamente positivi: ad oggi per tutte le AOC si riscontra un + 16,2% in volume e in valore rispetto al 2017 che tradotto in bottiglie si attesta a 600.000 esportate di cui 440.000 di vini fermi (+ 21,4%) e 160.000 di Crémant d’Alsace pari a + 4,2% .
Senza dimenticare il seguito di fan italiani sulla pagina Facebook, AlsaceWinesOfficial: oltre 13.100 in tutto, un dato che si traduce nella seconda community internazionale che segue i vini d’Alsazia. Un numero destinato a crescere!
Le attività di comunicazione e promozione dedicate ai Vini d’Alsazia rientrano nel piano delle iniziative volute e promosse dal CIVA, Conseil Interprofessionnel Vins d’Alsace, che ha l’obiettivo di rafforzare la conoscenza rispetto ai vini del territorio e alle caratteristiche che li contraddistinguono attraverso iniziative rivolte sia ai professionisti di settore che al pubblico italiano.
01 Ottobre 2019
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