Sotto la lente della Federazione Nazionale di Prodotto della Confagricoltura i risultati raggiunti del settore e i temi caldi del Testo Unico e del Registro Telematico

Tenere alta la bandiera dell’Italia del vino nel mondo, difendendo e valorizzando le peculiarità della nostra produzione. La Federazione nazionale di prodotto vino di Confagricoltura si è riunita oggi al Vinitaly, alla presenza del neo presidente dell’Organizzazione professionale agricola Massimiliano Giansanti, per analizzare risultati, criticità e strategie in un momento cruciale per il comparto.

Da un lato i numeri confermano l’Italia al primo posto mondiale per quantitativi di produzione e al secondo posto per volumi e valore delle esportazioni: 51 milioni gli ettolitri di vino prodotti nel 2016, un fatturato di oltre 10 miliardi di Euro, una superficie vitata di 640mila ettari, 310mila aziende e un export che vale 5,6 miliardi, pari al 15% di tutto l’agroalimentare. Dall’altro il settore vitivinicolo sta discutendo in patria alcuni temi caldi, in particolare i decreti attuativi del Testo Unico e il passaggio dal Registro cartaceo a quello telematico. Argomenti sui quali la filiera sta lavorando da tempo, in attesa di una reale sburocratizzazione del sistema e di nuovi strumenti per migliorare la competitività tricolore.

Sul fronte dell’internazionalizzazione, su cui sono puntati i riflettori degli operatori, le destinazioni principali delle nostre esportazioni sono il mercato interno comunitario (Ue 28) con 52%, seguito da Stati Uniti (24%), Svizzera (6%); Canada (5%) e Giappone (3%). Con 405 vini Dop e 118 Igp, l’Italia è tra l’altro il leader europeo per numero di certificazioni di origine.

I prezzi medi dei vini esportati sono sempre cresciuti di anno in anno, tranne che nel 2010 in cui si è registrata una contrazione dell’11,4%. L’incremento complessivo nel periodo 2006 – 2016 è del 57%.

Per il futuro i margini di crescita sono incoraggianti, – è stato sottolineato dalla Federazione nazionale di prodotto vino – ma la politica nazionale e quella europea dovranno realmente appoggiare i processi innovativi e rispondere alle esigenze strutturali e di mercato delle aziende. Si attendono ancora i primi decreti attuativi al Testo Unico, che è entrato in vigore il 12 gennaio scorso dopo tre anni di gestazione. Il comparto ha più volte sollecitato il MIPAAF sull’urgenza dei provvedimenti esecutivi, in particolare quelli riguardanti i controlli, i contrassegni e lo schedario viticolo.

Diverso è il discorso sul Registro Telematico: Confagricoltura è favorevole a un proroga per permettere a tutte le realtà imprenditoriali, anche quelle di dimensioni ridotte, di adeguarsi al sistema. A meno di un mese dalla fine della fase di accompagnamento (30 aprile) è pronta soltanto la metà delle aziende in tuta Italia.