Doppia esclusione del Prosecco DOC: il caso Canada e il caso Cina. E ora, avanti tutta

 

Il Prosecco Doc, la più grande Denominazione italiana sia in termini di volumi che di valore economico, in questi giorni si è trovato al centro di un dibattito sull’importante tema della protezione internazionale delle IG (Indicazioni Geografiche) sui mercati extra europei. L’assenza delle bollicine più amate del mondo dall’elenco dei prodotti oggetto dell’accordo tra Unione Europea e CINA da un lato e dal CETA, (accordo di commercio internazionale che non ha bisogno di presentazioni) dall’altro, ha scatenato reazioni più o meno composte sullo sfondo di una ricerca di responsabilità, anche politiche.

Vediamo cosa è successo partendo dal Canada dove, proprio in questi giorni il Consorzio ha partecipato a una importante manifestazione promozionale, guidando una delegazione di cantine del calibro di Cantina Colli Euganei sca, Fantinel; Valdo Spumanti; Ca’ di Rajo Wines; Antonio Facchin & Figli s.s.; Società Agricola La Tordera; 
Bottega Gold; 
Val D’Oca e Sapori | Wine Center; Cantina Pizzolato;
Piera Martellozzo; 1899
Zonin Prosecco;
Villa Sandi
; La Jara Winery; Masot. Ricordiamo che il Canada è un mercato che ha registrato un +24,9% di incremento nelle importazioni di Prosecco nel 2016 sul 2015; percentuale che sale al +25,9% se si guarda alla sola frazione di Prosecco spumante.

“Per quanto riguarda l’esclusione dal CETA, la cosa ci interessa relativamente poco in quanto lo scorso dicembre – precisa il Presidente Stefano Zanette – abbiamo conseguito un importante risultato: grazie all’efficace azione svolta dal Consorzio di tutela della DOC Prosecco abbiamo completato la procedura di riconoscimento dell’indicazione geografica Prosecco in Canada. Quindi in questo paese noi siamo già tutelati”. Altra faccenda – sempre in tema di tutela internazionale – la questione relativa all’esclusione del Prosecco Doc dall’elenco delle Denominazioni oggetto dell’accordo tra Unione Europea e Repubblica Cinese. “La negoziazione dell’accordo bilaterale fra Cina e Unione Europea – anticipa il presidente Zanette – è cominciata prima della nascita della Doc Prosecco che pertanto non è stata inserita nella prima lista delle IG europee richiedenti protezione in Cina.

presidente Zanette“Va premesso – precisa dal punto di vista tecnico il Direttore Generale del Consorzio, Luca Giavi – che l’accordo prevede due liste di IG europee che otterranno protezione in Cina. Una prima, di 100 nomi, che entrerà in vigore con la sigla dell’accordo, e una seconda, di 160 nomi, che diventerà efficace dopo 4 anni dal perfezionamento dell’accordo che è stato ipotizzato per la fine del 2017 e diventerà quindi efficace a partire dal 2021. Fin dal 2013 il Consorzio si è attivato nel tentativo di inserire la denominazione Prosecco nell’accordo, visto il potenziale rappresentato dal mercato cinese e il conseguente rischio che altri vini etichettati come prosecco potessero entrare in Cina sulla scorta del crescente successo delle nostre bollicine”.

“Ovviamente come Consorzio siamo sempre stati ben consapevoli della gravità delle conseguenze di un’eventuale esclusione e sapevamo che tale rischio per noi era alto. Ho quindi affrontato la questione portandola in seno al CdA di Sistema Prosecco scarl (società costituita dai tre consorzi che tutelano il Prosecco) – confessa il presidente Zanette – Perchè l’unica possibilità che avevamo come Prosecco Doc consisteva nel fatto che al momento di ratificare l’elenco dei 100 prodotti annoverati nell’ accordo, qualcuno facesse un passo indietro lasciando libero il posto. La cosa purtroppo non è avvenuta perché i consorzi già inseriti nel primo elenco si sono tenuti ben stretta la candidatura”.

“Ora si attendiamo che il nostro riconoscimento avvenga non appena la seconda lista otterrà l’ufficializzazione. Intanto proseguono le nostre attività in ambito di tutela e promozione – conclude Zanette da Bordeaux, dove si sta svolgendo VinExpo, manifestazione fieristica di respiro internazionale alla quale il Consorzio partecipa accompagnato da una folta delegazione di cantine associate. – Faccio notare che la Francia, guadagnando posizione su posizione, quest’anno è diventato il nostro quarto mercato. La cosa stupisce perché in questo Paese – eccezion fatta per Vinexpo, che insieme al Vinitaly di Verona e al Prowine di Dusseldorf viene annoverato tra gli eventi più importanti al mondo nell’ambiente del vino – non abbiamo mai avviato alcuna iniziativa promozionale. Un risultato così importante ci lusinga e comprova il grande successo di questo vino nel mondo”.

Treviso, 19 giugno 2017