Cala oggi il sipario sulla 51esima edizione del Vinitaly-Sol di Verona, dove Confagricoltura è stata presente con un proprio spazio in cui si sono svolti incontri con delegazioni, convegni e degustazioni

 

Il primo bilancio dell’attività dell’Organizzazione degli imprenditori agricoli annovera oltre 600 presenze, 1.800 assaggi, 1.500 piatti serviti in abbinamento ai vini e più di 1.000 contatti con gli ospiti della manifestazione. Un segnale importante è stata la presenza, allo stand confederale, di operatori stranieri, in particolare russi, americani e giapponesi. Le quattro degustazioni guidate dall’Ais, dedicate agli spumanti, ai vini rossi leggeri e strutturati e agli aromatici hanno registrato il tutto esaurito e messo in luce la qualità del prodotto delle aziende di Confagricoltura.

In generale, quest’edizione del Vinitaly chiude con grande soddisfazione delle case vinicole, una significativa partecipazione di operatori dall’estero e un rinnovato cauto ottimismo per il mercato. Per il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti il Vinitaly è stata la prima uscita ufficiale e l’occasione per visitare le aziende enoiche associate con cui intende delineare posizioni e strategie condivise al fine di incrementare la vitalità del comparto, uno dei più importanti dell’agroalimentare e già fortemente proiettato all’export.

Internazionalizzazione, innovazione, ma anche sostenibilità e competitività sono le linee su cui Giansanti intende lavorare. Concetti ribaditi anche con il commissario europeo Phil Hogan, l’europarlamentare Paolo De Castro, il viceministro per le Politiche agricole Andrea Olivero e gli assessori regionali intervenuti nello spazio di Confagricoltura. Archiviato il Vinitaly, sul tavolo i temi più urgenti del settore tra cui il piano nazionale dell’OCM Vino, i decreti attuativi del Testo Unico, il passaggio al registro vitivinicolo telematico, argomenti sui quali occorre un’attenzione alta e costante e la necessità di superare le attuali difficoltà burocratiche.

Per quanto riguarda il concomitante salone “Sol”, Confagricoltura ha ribadito come l’olivicoltura sia un settore strategico, all’insegna della varietà. Infatti ha fatto emergere l’Italia dei mille campanili e delle mille cultivar, ovvero la bellezza della diversità, di un patrimonio variegato ma straordinariamente unico ed inimitabile. Tra i problemi più urgenti – evidenziati da Confagricoltura – c’è quella dell’ammodernamento degli impianti, cogliendo le opportunità che possono aversi dal Piano olivicolo nazionale e dai PSR

Verona, 12 aprile 2017