Tavola rotonda organizzata a Roma da Foragri con le aziende leader del settore
Apre la giornata Antonio Galloni, autorità della critica enologica, con una degustazione esclusiva
Chiude i lavori Maurizio Martina, ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali

Giovedì, 19 Marzo 2015

Palazzo della Valle, Sala Serpieri – Corso Vittorio Emanuele II, 101 – Roma

Sostenibilità della produzione enologica e competitività sui mercati: le eccellenze italiane del mondo del vino si confrontano giovedì 19 marzo 2015, in occasione della tavola rotonda organizzata da Foragri intitolata “VINO: SOSTENIBILITA’ E MERCATI”. Appuntamento a Palazzo della Valle, sede della Confagricoltura, per approfondire un tema più che mai all’ordine del giorno: la compatibilità dello sviluppo economico con un basso impatto ambientale e la possibilità di trasformare la sostenibilità dei processi produttivi in valore aggiunto da spendere sul mercato.

Foragri

Ad aprire la giornata alle ore 9.30 una degustazione alla cieca, guidata da Antonio Galloni, fondatore di Vinous e indiscussa autorità della critica enologica, di otto etichette italiane selezionate come modelli di agricoltura sostenibile, riservata alle aziende invitate.

Ad introdurre i lavori della tavola rotonda aperta al pubblico, con inizio alle ore 11.00, Stefano Bianchi, presidente di Foragri. Attesi gli interventi di Chiara Lungarotti, Azienda Viticola Lungarotti e consigliere di Federvini, Marcello Lunelli, Cantine Ferrari Trento e consigliere UIV, Giovanni Manetti, Azienda Vinicola Fontodi, Giuseppe Liberatore, presidente AICG, Piero Antinori, Marchesi Antinori, Valentino Mercati, presidente e fondatore di Aboca, oltre che di Antonio Galloni. Modera il prof. Davide Gaeta, docente di Economia dell’Impresa e Politica vitivinicola all’Università degli Studi di Verona.

La chiusura dei lavori è affidata a Maurizio Martina, ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali.

“Il ruolo dello Stato – sottolinea Davide Gaeta – diventa sempre più centrale nella tutela della sostenibilità come bene pubblico, nonché nella spinta ad una maggiore attenzione, sia dal lato delle aziende produttrici, sia da quello del cittadino consumatore”.

Perché se è vero che oggi le aziende che perseguono la sostenibilità individuano un nuovo modo di essere competitive differenziandosi dai concorrenti, è altrettanto evidente che il proliferare di certificazioni ed eco-etichette rischia di intaccare la credibilità dell’intera operazione. E’ qui che entra in gioco l’affidabilità delle autorità di vigilanza ed è su questo campo, quello della fiducia tra impresa e consumatore, che si gioca una delle più importanti sfide economiche del nostro tempo.

“Spesso il basso impatto ambientale viene collegato alla produzione su piccola scala e alla filiera corta – dichiara Roberto Bianchi, direttore di Foragri – ma la sostenibilità si persegue soprattutto attraverso investimenti in ricerca, formazione e nuove tecnologie. Attività in cui le aziende vitivinicole sono da sempre impegnate, nel tentativo di trasformare la necessità di preservare l’ambiente in una opportunità di fare azienda”. Lo dimostra l’avvio di programmi attenti all’impatto ambientale nelle pratiche di vigneto, nella gestione delle risorse naturali come l’acqua e l’energia, ma anche l’attenzione al paesaggio come bene pubblico e alla valorizzazione della naturalità del prodotto per una completa tracciabilità della filiera. Giovedì 19 marzo sarà l’occasione per fare il punto sui risultati raggiunti e dare uno sguardo agli scenari futuri.