L’odissea telematica dei registri vinicoli in primo piano nel numero in uscita oggi de L’Informatore Agrario, con un articolo a firma della responsabile vino per Legacoop agroalimentare, Valentina Sourin

 

Con 18 mesi di ritardo rispetto dalla sua annunciata entrata in vigore e dopo diverse proroghe, da pochi giorni è ufficialmente vigente e obbligatoria l’adozione dei registri del vino in forma dematerializzata. Un obbligo su cui però saranno effettuati controlli ‘soft’, perché in realtà nulla ancora funziona come dovrebbe.

Ed è – secondo l’esperta – la piattaforma Sian (Sistema informativo agricolo nazionale) la madre di tutti i problemi, il cui attuale sistema è sottodimensionato e non è in grado di supportare il volume di informazioni prodotte dall’insieme dei soggetti obbligati. E così, tra impossibilità di accedere al sistema, tempi di attesa lunghissimi e codici ingestibili, il primo progetto europeo di registrazione telematica del vino nato dal decreto legge ‘Campolibero’ resta per ora una chimera virtuale.

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Verona, 4 luglio 2017