Cantine aperte lungo il fiume PO, dal Brachetto d’Acqui al Prosecco. Le bollicine italiane sono ambasciatrici del buonvivere e della buona tavola italiana

Primi giorni di Calici di Stelle. Grande richiesta di assaggi in cantina e eventi nelle piazze e borghi del vino. Festa del vino e incoming nei luoghi di produzione, visite in cantina e cultura del vino italiano sul campo. Calici di Stelle e Cantine aperte sono un motore di attrazione. In pullman, in auto, in treno, in bici, in moto gli Expovisitatori arrivano nei territori preferiti. Lungo il Po si possono assaggiare vini rossi corposi come nelle Langhe-Roero e Monferrato, vini bianchi che rappresentano l’ItalianWine nel mondo come il Gavi e il Timorasso, frizzanti giovani come Gutturnio e Lambrusco, spumanti leader come Asti, Brachetto, Prosecco.

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Una alimentazione leggera, moderna, fresca si sposa con vini briosi, spumeggianti effervescenti. Il 95% dell’export di etichette leader di bollicine è concentrato lungo il fiume Po.

Il mondo chiede all’Italia bollicine, Prosecco e Lanbrusco soprattutto, perché glamour, gourmand, mood e style…come recitano i titoli dei giornali. In Piemonte, riva nord, lungo il Po si incontra l’Erbaluce di Caluso, fra Cuceglio e la Lomellina Squisita disegnata dal primo statista di Italia, Cavour. Orsolani e Ciek sono due cantine aperte. Ricca l’offerta sud, dalle colline Torinese al Monferrato, l’Acquese, il Roero, il Monferrato con gli Infernot patrimonio del vino Unesco. Assaggi nelle cantine Terre dei Santi, Cocchi, Bava, Dezzani e poi proseguendo da Cella Monte fino al Tortonese, soste ad Acqui da Cuvage e in Cà dei Mandorli, poi Danilo Spinoglio, Luigi Boveri, Castello di Uviglie, la Scolca a Rovereto di Gavi, Vigneti Massa vicino alla casa museo di Pelizza da Volpedo. In ordine assaggi di Brachetto d’Acqui, Alta Langa spumanti, Asti, Moscato, Cortese, Barbera. Quindi lo scrigno dell’ Oltrepo Pavese con il Pinot Nero, il Cruasè e la Bonarda dove l’enoteca di Riccagioia propone degustazioni guidate quotidiane e a seguire, sempre lungo la diva sud del Po, il noto Gutturnio, l’Ortrugo, la Malvasia di Candia dei Colli Piacentini. cantine aperte dai Vanzini a San Damiano al Colle e a Zenevredo, tenuta il Bosco.

Piccola enclave, vigna di Milano, in agro del Lodigiano e sponda sinistra, i vini dei Colli di San Colombano, il santo irlandese costruttore della prima idea medioevale di unione europea attraverso la fondazione e il lavoro dei monasteri e abbazie, luoghi di creazione di cibi e vini, come raccontano le cantine Carlo Pietrasanta e Franco Ricciardi. Nel piacentino, sosta storica al castello di Luzzano, il vino per ogni gusto alla cantina Valtidone a Borgonovo.

Bollicine&Arte in cantine del PO

Colline prealpine di Franciacorta sono il giardino-teatro della pianura padana, cantine aperte a Capriolo da Ricci Curbastro, a Cortefranca da Barone Pizzini, a Cazzago da Monterossa e nel Castello Maggi-Antinori. Nuovamente a sud del Po, ai piedi dell’appennino, ecco l‘Emilia Ducale, terre dei Gonzaga e degli Estensi, sono la patria dei Lambruschi, riva sinistra i mantovani riva destra i reggiani e modenesi.

Imbarazzo della scelta, assaggi a Torrile da Ceci, a Governolo da Lebovitz, a Correggio o a Santa Croce da EmiliaWine, da Novellara a Gualtieri, da Viadana a San Prospero in cantina Bellei. Il Delta del Po è Biosfera Unesco con un vino salato, il Fortana, in terra Ferrarese.

L’area veneta, da Venezia a Treviso, è un susseguirsi di cantine del Prosecco: calici effervescenti a Bibano in cantina Bottega e risalendo il Piave e il Sile fino alle cantine di collina, autentiche, dominanti la pianura, a Valdobbiadene, sosta obbligata da Agostinetto o da Ruggeri, da Adami o arrivando a Farra di Soligo, le cantine Girardi.

Patrimonio dell’Umanità, Unesco ha riconosciuto la dieta italiana-mediterranea che ha l’olio come condimento primo e il vino come bevanda, bevuto con misura e a tavola, è un fondamentale coadiuvante contro lo stress, mantiene vive e giovani le cellule del cuore e arterie, è un ottimo antiossidente. Senza eccedere, anche se il vino non è un „superalcolico“.

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