VENDEMMIA, PRODUZIONE IN DIMINUZIONE E QUALITÀ ANCORA DA VALUTARE. LE PREVISIONI DI AGRINSIEME, UNIONE ITALIANA VINI E FEDERVINI

vendemmiaUna produzione vicina ai 41 milioni di ettolitri, una diminuzione del 15% rispetto al dato diffuso dall’Istat per il 2013 e una qualità ancora tutta da valutare.
Queste le previsioni sulle quali convergono le principali organizzazioni della filiera vitivinicola, Agrinsieme, Federvini e Unione Italiana Vini, che da anni collabora con Ismea per l’elaborazione delle previsioni attraverso un capillare monitoraggio del territorio vinicolo italiano con un dettaglio regionale.
“E’ evidente il carattere di eccezionalità dell’andamento climatico – ha detto Giorgio Mercuri in rappresentanza di Agrinsieme (Confagricoltura, Cia, Alleanza delle cooperative) –. A oggi il sistema è in una situazione di fragilità a cui però i nostri viticoltori, che conoscono le avversità della natura, sanno ben reagire con la consueta competenza e saggezza”.
Ne deriva un quadro conoscitivo dettagliato dell’andamento della campagna vitivinicola 2014/2015, con valutazioni molto accurate che sono state riportate in maniera congiunta dalle federazioni che rappresentano la produzione, il commercio e industria del settore vitivinicolo e che, per il secondo anno consecutivo, hanno scelto di diffondere le stime a voce congiunta.
La produzione di questa campagna, in controtendenza rispetto all’anno scorso, risente delle difficili condizioni climatiche estive, caratterizzate da temperature sotto la media stagionale e dall’insistenza di fenomeni piovosi, in molte aree della penisola. Il quadro, tuttavia, è ancora lungi dal ritenersi definitivo, soprattutto se le piogge dovessero lasciare il posto a un clima più stabile e consentire, pertanto, alle uve ancora in vigna, di maturare adeguatamente. In tal caso, le stime potrebbero essere riviste al rialzo, con una produzione che si attesterebbe a 42,2 milioni di ettolitri.
“E’ una vendemmia complicata e ancora di difficile interpretazione, dove sarà il lavoro dell’uomo a fare la differenza – ha sostenuto il presidente di Unione Italiana Vini Domenico Zonin –. Per questo, pur consapevoli delle residue incertezze climatiche, siamo fiduciosi del fatto che la vendemmia 2014 contribuirà a consolidare sui mercati l’immagine di qualità che il vino italiano ha saputo conquistarsi”.

In linea generale, la vendemmia è in ritardo rispetto allo scorso anno di circa sette giorni, ripristinando così un calendario normale, dopo anni caratterizzati da forti anticipi.
“Indubbiamente un’annata anomala e fino all’ultimo incerta – ha commentato il presidente di Federvini Sandro Boscaini –. Una caratteristica peraltro sin d’ora evidente: i vini saranno pressoché in tutta Italia più leggeri, meno pieni di sole e di forza, ci auguriamo più eleganti. In un mondo sempre più attento alle diversità e alle sfumature, questa sottolineatura dell’importanza della natura rappresenta un messaggio alternativo alle standardizzazioni e ancora una volta evidenzia il primato culturale e di sensibilità della Vecchia Europa”.

Le difficili condizioni meteorologiche hanno spinto i produttori ad aumentare il numero di lavorazioni in vigna e trattamenti in campo, con un notevole innalzamento dei costi di produzione a loro carico.
Se da un punto di vista quantitativo, la campagna 2014 sembra avvicinarsi alle annate 2011 e 2012, sulla qualità il giudizio resta ancora sospeso in attesa di verificare il vino in cantina.
Al momento non esistono preoccupazioni per il Bilancio Ue visto che da una parte la Spagna prevede una vendemmia nettamente inferiore al 2013, mentre in Francia si segnala un possibile aumento quantitativo del 13%.