Al suo esordio al salone del vino veronese la famiglia Padroggi presenta il nuovo “89/90” rosso, il vino della terza generazione

La cantina sarà nello spazio della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti Padiglione 8 (Sardegna Molise Veneto) Area E8/E9 Stand 19 Esordio veronese per i vini bio e vegani della cantina La Piotta.

untitledL’azienda dell’Oltrepò Pavese infatti partecipa per la prima volta a Vinitaly, a Verona dal 10 al 13 aprile, portando una grande novità l’“89/90” rosso, il vino della terza generazione della famiglia Padroggi.

 

La Piotta (da “piota” cioè “pietra”) vi aspetta al Padiglione 8 (Sardegna, Molise, Veneto) nello spazio dedicato alla FIVI – Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti E8/E9 Stand 19 dove potrete degustare gli ottimi spumanti da agricoltura biologica come il Metodo Classico “Talento”, il Metodo Martinotti “Mille bolle d’Oro” e il Cruasé “Suspir” e i vini tipici del territorio come Bonarda (vegan), Barbera, Pinot Nero e Riesling.

La Piotta è inoltre orgogliosa di presentare il nuovo nato “89/90”, rosso fermo Barbera 70% Cabernet Sauvignon 30% di colore rubino profondo, profumo intenso ed elegante con sentori di piccoli frutti rossi e prugna a cui si aggiungono note speziate e erbacee. Al palato dimostra buona struttura, eleganza, ottimo equilibrio e una grande morbidezza.

 

untitled 1La nuova etichetta deve il suo curioso nome agli anni di nascita dei nipoti del fondatore dell’azienda vinicola Luigi Padroggi, Enrico e Luca Padroggi, terza generazione della famiglia, che fortemente hanno voluto creare un vino che avesse un po’ della loro identità e soprattutto che rappresentasse i gusti delle nuove generazioni. “89/90” nasce da un’attenta selezione delle uve ed ha un affinamento per dodici mesi i tonneau, strutturato e corposo ha un ottimo rapporto qualità-prezzo.

La Piotta da più di trent’anni coltiva senza l’utilizzo di diserbanti e prodotti chimici, nel rispetto totale del territorio. L’attaccamento alla propria terra e l’amore per le cose semplici e genuine sono alla base della scelta di proseguire nella produzione di vini biologici, con un basso impatto ambientale, e per la quale dieci anni fa è arrivata anche la certificazione ufficiale “da agricoltura biologica”, a cui lo scorso anno si aggiunta quella “vegan”.

Con una produzione totale di circa 70mila bottiglie è considerata la piccola perla dell’Oltrepò.

10 aprile 2016