Giunge a conclusione il primo tempo di una querelle che avrebbe dovuto (e potuto) avere altre sedi in cui comporsi ed eventualmente scomporsi

In merito alla misura comunitaria “Ocm Vino – Promozione sui mercati dei Paesi Terzi”, la via imboccata da alcuni significativi protagonisti del mondo produttivo di affidarsi alla giustizia amministrativa per valutare il comportamento del ministero delle Politiche Agricole ha determinato il seguente risultato: che nel merito delle contestazioni, se ne potrà parlare il 16 marzo del 2017; che nel merito delle decisioni assunte dal ministero, il Tar non rileva illeciti (ne consegue che pertanto la graduatoria non abbia alcun motivo di essere variata).

VignetoChe eventuali approfondimenti possono essere richiesti al Mipaaf al quale viene riconosciuta la facoltà di ben motivare le proprie scelte con 60 giorni di tempo per rendere note le procedure in base alle quali ha stilato la propria graduatoria.

Spiace notare, alla luce delle conclusioni del Tar, che vengano rilanciate interpretazioni pretestuose della stessa sentenza, proseguendo su una via lastricata di polemiche a tratti incomprensibili. Se l’intento dei ricorrenti dovesse avere ancora una valenza positiva e propositiva, allora è giunto il tempo di non invocare altre autorità dopo che quelle interpellate hanno escluso illeciti, aggiramenti o violazioni di legge.

A meno che non si intenda proseguire con molti tempi supplementari e con calci di rigore in una disputa che non ha più per oggetto il bene del vino ma solo l’ostinata volontà di ingarbugliare ogni politica di promozione internazionale.

Le compagini proponenti: “Consorzio Italian Essence” e “Consorzio Experience Italy”

Roma, 12 ottobre 2016