Sono sempre più numerosi in Italia i progetti di vitivinicoltura sostenibile e Confagricoltura è partner di alcuni dei più importanti in diversi territori

 

Al Vinitaly di Verona la sostenibilità è stata al centro della tavola rotonda, nello stand dell’organizzazione professionale agricola, con Lodovico Giustiniani e Marco Caprai, presidenti rispettivamente di Confagricoltura Veneto e Confagricoltura Umbria; Christian Marchesini, presidente del Consorzio Valpolicella; Filippo Taglietti, responsabile tecnico del Consorzio Conegliano Valdobbiadene e Diego Tomasi, direttore del CREA di Conegliano, moderati dal giornalista e sommelier Andrea Scanzi. Ad aprire i lavori il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti: “Il mercato chiede vini sempre più sostenibili e questa sfida va accolta. Confagricoltura lo sta già facendo in prima persona, appoggiando i progetti insieme alle imprese e alla ricerca”.

E’ il caso del progetto “Smart Meteo” dell’Umbria, illustrato da Caprai, nato con tre aziende del Montefalco e poi allargato. Oggi viene finanziato con il PSR e riguarda tutto il territorio vitato umbro, con il coordinamento di Confagricoltura. Il progetto mette insieme l’innovazione tecnologica con la conoscenza degli operatori sul campo ed è finalizzato ad abbattere del 75% l’uso di fitofarmaci in vigneto, con risvolti positivi non solo ambientali, ma anche sociali ed economici. Concetto evidenziato anche da Marchesini, che ha presentato il piano “Tre R: Riduci Risparmia Rispetta” del Consorzio Valpolicella, partito anni fa e arrivato nel 2016 alla produzione dei primi vini certificati sostenibili, con una richiesta sempre più elevata di aziende che vogliono farne parte.

In Veneto si sta portando avanti il progetto “Glera resistente”, che vede Confagricoltura promotrice a fianco del CREA. Tomasi ha spiegato che è in corso una sperimentazione per arrivare in tempi brevi a una varietà simil-Glera resistente che consenta di eliminare l’uso di fitofarmaci. Sul fronte Prosecco, Taglietti ha ricordato che si è arrivati anni fa alla definizione di un protocollo viticolo applicato da oltre la metà delle aziende che ha permesso di eliminare ben 18 sostanze attive.

In chiusura Giustiniani, presidente di Confagricoltura Veneto: “Il mercato va veloce, ma la burocrazia è più lenta. Il nostro impegno, insieme al mondo scientifico, vuole dare risposte concrete ai produttori e ai consumatori, nel rispetto dell’ambiente, della salute e dell’economia del settore”.

Verona, 11 aprile 2017