La necessità di un packaging secondario, per custodire la bottiglia in vetro, nasce da fattori diversi per Vini e Spiriti

Una tendenza è ormai fortemente radicata a livello internazionale quando si parla di packaging per vini nobili e per liquori: utilizzare il packaging secondario come leva per far percepire il posizionamento del prodotto nell’alto di gamma e per costruire un’immagine indelebile poiché ricca di spunti visivi e narrativi perfettamente coesi e coerenti.

Per i vini nobili, in particolare i grandi rossi da invecchiamento, ma anche per i brillanti risultati dell’enologia italiana, che hanno portato prosecco, cartizze e gli spumanti metodo classico a conquistare la preferenza dei consumatori in tutto il mondo, il canale di vendita scelto dagli intenditori ed estimatori è quello delle enoteche e dei wine bar. Dove l’esposizione dei prodotti avviene su scaffali che non consentono di mettere in risalto una specifica bottiglia, anzi il ricorso a forme classiche e tradizionali per i contenitori in vetro crea omologazione e la sola etichetta o il collarino non riescono a svolgere un’adeguata funzione segnaletica e distintiva.

Custodire una bottiglia in una scatola innalza la percezione di valore, ma soprattutto consente di sviluppare un messaggio coerente con l’importanza del vino ed evocativo della sua storia. La scatola può alloggiare, infatti, un opuscolo per far conoscere l’azienda vinicola e avvincere nella narrazione del vino, aspetto sempre più richiesto dai consumatori per vivere un’esperienza di degustazione consapevole. Il packaging design ha fatto del “trasformismo” un elemento di sviluppo del contenitore secondario, attraverso forme che si aprono e si scompongono, andando al di là della sola funzione di custodia per assumere anche quelle di presentazione del prodotto e di servizio.

IcmaIcma ha studiato a fondo questa nuova tendenza e ha elaborato una collezione di carte per rivestire le scatole, dedicate al mondo del vino, che sono esse stesse particolarmente eloquenti nel narrare, in forma visiva e tattile, le caratteristiche identificative dell’eccellenza in campo enologico. Per il settore dei liquori, i fattori che guidano la tendenza verso un packaging secondario sono due: la “cocktail mania” e il “vestito firmato”.

L’International Bartenders Association ha reso popolari i cocktail e come i corsi e concorsi di cucina, diffusi da qualunque emittente televisiva, ci fanno sentire tutti chef creativi, così si diventa barman originali seguendo i risultati dei contest internazionali dove si sfidano i grandi alchimisti del sour e del sweet. Con la conseguenza che si moltiplicano gli inviti a casa per degustare cocktail pre-dinner e post-dinner.

Obbligatorio presentarsi con una bottiglia custodita nel lussuoso packaging secondario e sfidare il padrone di casa ad inventare un cocktail che contenga il prezioso liquore. Molti stilisti di moda hanno accolto con favore la richiesta di disegnare l’abito per notissimi liquori, lasciando il loro segno creativo soprattutto sul packaging secondario. Sono nate piccole serie di scatole-abito che sono oggetto da collezione.

Le texture di Icma, spaziando in un repertorio di oltre 300 diverse referenze in più di 150 colori e goffrature, consentono ai fashion designer di trasfondere la loro creatività anche nel campo degli spirits d’alta gamma, assecondando perfettamente le texture del vetro delle bottiglie (lucide, opache, satinate, goffrate, acidate, sabbiate e altro ancora) combinabili con molte varianti di colore. Icma periodicamente riunisce un panel di trend setter (composto da art director, designer, esperti di colore, consulenti nei segmenti del lusso di diversi settori merceologici) al fine di fornire ai clienti indicazioni sulle tendenze, sulle applicazioni e sugli stili in divenire.

La peculiarità di Icma è la creatività resa possibile dalla ricerca e dall’innovazione tecnica. Icma aiuta le aziende a rendere unico il proprio packaging e memorabile l’immagine di brand con una gamma di 300 diverse referenze combinabili con 150 colori e goffrature. La lavorazione della superficie di carta e cartoncino può essere personalizzata fino alla creazione di un modello unico di cui si garantisce l’esclusiva per l’azienda committente. E’ il concetto estremo di “su misura” che Icma offre al mondo del lusso. Ovunque nel mondo. L’azienda lavora carte certificate FSC e rispetta i più severi parametri di impatto ambientale. Fondata nel 1933 da Matilde Carcano, una delle primissime donne imprenditrici in Italia, Icma è specializzata nella nobilitazione di carta e cartoncino per il packaging. Passata in linea diretta di successione sempre in mani femminili, dopo Matilde si sono succedute Elena, Silvia e ora Elena Maria Carla, ognuna apportando innovazioni e crescita all’azienda di famiglia. La quinta generazione per ora gioca con le “paper doll”, ma già mostra passione per la carta.