Molte le aziende vitivinicole di Confagricoltura presenti a Düsseldorf, dove domenica 19 marzo, prende il via Prowein (19-21 marzo), una delle Fiere internazionali dedicate al mondo del vino più importante al mondo, in cui il trade assume un valore strategico

Seimila e 300 gli espositori provenienti da oltre 60 nazioni, dove le aziende del vino italiano occupano un posto di rilievo, al pari di quelle francesi e a seguire di quelle tedesche, austriache e spagnole. Messe assieme, Francia e Italia valgono la metà degli espositori.

La mostra tedesca conferma da un lato la propria vocazione internazionale, dall’altro l’importanza per i produttori di tutto il mondo, e per gli italiani in particolare, del mercato tedesco, seconda destinazione del nostro export per un controvalore che nel 2016 ha sfiorato i 978 milioni di euro (+1,7 rispetto al 2015). L’Italia, peraltro, è il primo Paese da cui i tedeschi importano vino, con una quota di mercato di quasi il 36%, davanti a Francia e Spagna. Ciò spiega la presenza di produttori da tutte le principali regioni italiane, con quelli di spumanti in prima fila.

L’Italia va dunque al Prowein con uno spirito sempre più internazionale, sapendo che è un continuo work in progress. Confagricoltura evidenzia che oggi aziende e cantine hanno maggiori soddisfazioni all’estero che in casa, dove permane una situazione di stallo in relazione alle vendite e dove non si intravedono ancora sostanziali inversioni di tendenza.

Al contrario, l’export di vino ha conquistato nel 2016 un nuovo primato, con 5,6 miliardi di euro di fatturato e un +4% sul 2015. Tornano a crescere, secondo le elaborazioni Ismea su dati Istat, anche le esportazioni in volume, che hanno sfiorato i 21 milioni di ettolitri (+3%). L’Italia del vino consolida, quindi, il suo ruolo di punta, con un export in valore pari al 14,7% dei 38,36 miliardi di euro fatturati all’estero dall’intero settore agroalimentare nel 2016.

“Il successo in alcuni Paesi, come gli USA – ha commentato Andrea Faccio, presidente della Federazione nazionale vitivinicola di Confagricoltura – ci stimola anche su altri fronti extra UE, dove ognuno ha le sue peculiarità e richiede interventi mirati. Ad esempio, riscontriamo ancora qualche difficoltà in Asia, perché fatichiamo ad entrare insieme come ‘sistema Italia’. Per questo è indispensabile un’azione comune. I nuovi mercati si approcciano e si aggrediscono insieme. Se venti o trenta anni fa non era così, oggi il mondo è cambiato: non servono tante manifestazioni con altrettante bandiere, bensì qualche manifestazione o evento in meno, con un unico brand: quello italiano. Con questo spirito andiamo a Prowein”.

Düsseldorf, 18 marzo 2017