La Cantina di Capalbio ha avviato il processo di conversione al biologico che si concluderà nel 2019

Un cammino iniziato sin dalle origini della tenuta – nel 2003 – alla ricerca di un equilibrio sostenibile tra terra e vite, un percorso ideale che oggi diventa anche formale. Monteverro – dopo anni di prove e sperimentazioni – ha scelto di dare il via al processo di certificazione biologica che si concluderà nel 2019. Il concetto di agricoltura convenzionale, dove la soluzione a ogni problema era l’utilizzo di un prodotto sintetico, è lontano dall’approccio di Monteverro al mondo del vino. L’obiettivo da sempre è quello di produrre meglio e non di più. Un diverso approccio all’agricoltura ci permette una visione più ampia e sinergica, arrivando così a comprendere le molteplici sfide che un’azienda viti-vinicola deve affrontare (vigoria del vigneto, siccità, parassiti, longevità dei vigneti, erosione dei suoli …).

La nostra è una strategia che tiene conto di tutti gli elementi che caratterizzano una specifica realtà agricola. Per mettere in pratica questa filosofia di coltivazione abbiamo iniziato un’importante collaborazione con Lydia e Claude Bourguignon – agronomi di fama mondiale, autori di un libro di riferimento come Il suolo. Un patrimonio da salvare, testo fondamentale per comprendere le linee guida dell’agricoltura del futuro. Il loro supporto è stato sostanziale, prima, per capire i nostri suoli e, poi, per dare inizio a un’attività biologica anche attraverso lavori come lo studio dei profili del suolo, la diminuzione delle lavorazioni e la semina di sovesci. Si è lavorato anche sulla pianta stessa, inserendo nuove tecniche di potatura più rispettose e passando tutte le nuove piantagioni in Guyot, forma di allevamento che ci permette di avere piante più equilibrate.

In un secondo tempo, abbiamo deciso di non utilizzare insetticidi, con l’obiettivo di salvaguardare la nostra fauna naturale, e contestualmente aumentare le zone di popolamento degli insetti, piantando, all’interno dei nostri vigneti, più di 1 km di siepe di piante autoctone della macchia maremmana. Per aumentare la biodiversità sono anche stati seminati prati fioriti e posizionati nidi per uccelli e pipistrelli. La natura ha una forza incredibile e questi accorgimenti hanno permesso di ottenere piante più equilibrate e più armoniche, dotate di una maggiore resistenza ai suoi principali nemici. Progressivamente sono stati eliminati i pesticidi sintetici per utilizzare solo prodotti autorizzati in agricoltura biologica, riuscendo – nel tempo – a utilizzarne un basso quantitativo (utilizzo di rame inferiore a 2,5 kg/ha, media sugli ultimi 5 anni).

Il 2016 è stato l’anno della svolta: si è deciso con entusiasmo e grande fiducia di iniziare il percorso di conversione all’agricoltura biologica di tutta la produzione (uva, olive, vino e olio). Questo importante cammino di tre anni porterà nel 2019 alla certificazione ufficiale.