Dal confronto fra le esportazione di Italia, Francia e Spagna, tra il 2009 e il 2016, realizzato dall’ufficio studi di Confagricoltura emerge che il nostro Paese supera la Francia in quantità, ma è ancora notevolmente indietro per valore.

L’Italia, fra il 2009 e il 2016, ha incrementato il valore complessivo delle proprie esportazioni di vino del 60%, facendo meglio della Spagna (+53%) e della Francia (+49%). Lo evidenzia un’analisi del Centro Studi Confagricoltura, spiegando come questo positivo risultato sia legato al maggior incremento dei nostri prezzi di vendita rispetto alla Francia e alla forte crescita delle quantità esportate di spumanti.

“Le nostre vendite di vino all’estero, tuttavia – commenta il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti – continuano a caratterizzarsi, rispetto alla Francia, per quantità maggiori (+616 milioni di litri), ma per valori notevolmente inferiori (-2,65 miliardi di euro). E, in particolare, pesa il prezzo di vendita dello Champagne, superiore di oltre quattro volte a quello degli spumanti italiani”.

Confagricoltura ricorda che il valore complessivo dell’export-import del vino è passato dai 25,6 miliardi di dollari del 2009 (anno in cui più forti si sono fatti sentire gli effetti della crisi economico-finanziaria mondiale) ai 32 miliardi di dollari del 2015 e 2016. La crescita complessiva del 2016 rispetto al 2009 è poco inferiore al 25%, con gli spumanti a +38%.

Per quanto riguarda le quantità esportate – rileva il Rapporto dell’ufficio studi di Confagricoltura – il nostro Paese è stato al primo posto fino al 2013, superato poi dalla Spagna dal 2014, soprattutto grazie alle vendite all’estero di vini all’ingrosso. Restano invece prevalenti le nostre esportazioni di vini fermi in bottiglia e di spumanti, con una costante crescita di queste ultimi (+144% nel 2016 rispetto al 2009), e una contrazione dei primi dal 2012. È stata più contenuta la crescita delle esportazioni di vini spumanti per Spagna (+29% nel 2016 rispetto al 2009) e Francia (+54% nel 2016 rispetto al 2009).

“Ben diverso però – continua il presidente Giansanti – è il peso sul mercato dei tre Paesi a confronto, se teniamo conto del valore dei vini esportati: nel 2016, la Francia è al primo posto con 8,2 miliardi di euro, seguita dall’Italia con 5,6 e dalla Spagna con 2,6. È vero che, fra il 2009 e il 2016, l’Italia ha notevolmente incrementato i prezzi delle sue vendite di vino fermo in bottiglia all’estero, riducendo così la distanza rispetto alla Francia (da 1,81 euro/litro nel 2009 a 1,47 euro/litro nel 2016), ma è rimasta pressoché invariata la differenza di prezzo fra lo Champagne francese e lo spumante italiano (da 11,28 euro/litro del 2009 a 11,54 euro/litro del 2016). Dobbiamo proseguire sulla strada di recuperare valore, promuovendo la qualità, la varietà, la storia e cultura del nostro patrimonio vitivinicolo”.

Domenica 9 aprile 2017, alle 12,30 a Vinitaly, nello stand di Confagricoltura (Pad 9, Area D F2-F3), si terrà una degustazione su “Le grandi Bollicine”, guidata da Andrea Soffiati, AIS Veneto. I giornalisti sono invitati.