Martedì 25 luglio in Firenze, nell’Aula Magna della Facoltà di Agraria alle Cascine, si è riunito il nuovo Consiglio dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino per eleggere le cariche per il quadriennio che avrà termine nel 2021.


Il Presidente (noto studioso del settore viticolo, che nella carriera ha rivestito le più elevate cariche nazionali ed internazionali del settore) ed i Consiglieri tutti sono da oggi all’opera per affrontare i temi più scottanti ed urgenti di un settore che è certamente fra i più importanti del nostro mondo agricolo.

L’Accademia vide la sua fondazione in Siena nel 1949, su proposta del Comitato Nazionale Vitivinicolo, “con l’intento di dar vita ad un centro atto a promuovere il progresso vitivinicolo italiano” ed opera sotto il controllo dello Stato (Ministero dei Beni Culturali). Con Decreto del Presidente della Repubblica Luigi Einaudi del 25 luglio 1952, fu eretta in Ente Morale. Il Decreto, munito del sigillo dello Stato, è stato inserito nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica Italiana, con “l’obbligo a chiunque spetti di osservarlo e farlo osservare”.

Così, ancora il 25 luglio di 65 anni dopo, è iniziato un nuovo ciclo per l’Accademia, perché vi è stata la modifica dello Statuto al fine di adeguarlo alle attuali normative.

Il lavoro effettuato non perde però di continuità e l’Accademia continua un iter virtuoso di azioni che sono rintracciabili nel sito.

Per le cariche è stato confermato alla Presidenza il Professor Antonio Calò, e sono stati confermati i Vice Presidenti Professori Carlo Viviani e Rosario Di Lorenzo; è stato confermato l’Amministratore Prof. Davide Gaeta. Quale Bibliotecaria (con compiti più moderni di raccordo con i media) è stata nominata la Professoressa Oriana Silvestroni ed alla Segreteria è stato confermato il Dr. Ferruccio Giorgessi.