Presentata la nuova etichetta “Lemieperle” prodotta in 1221 bottiglie dall’azienda La Scamuzza di Vignale Monferrato

 

Sono 1221 bottiglie, 100 magnum e una scommessa di territorio della vignaiola Laura Zavattaro: ecco le nuove bollicine Metodo classico Lemieperle firmate dall’azienda vitivinicola La Scamuzza di Vignale Monferrato (Alessandria). La particolarità è che vengono prodotte con Grignolino, uve che tradizionalmente si vinificano in rosso.

La ScamuzzaÈ il vino che Gino Veronelli chiamava “l’anarchico testabalorda” per quel carattere spigoloso dovuto ai suoi spiccati tannini. Lo stesso carattere che ama Laura, vignaiola e donna del vino, che da sempre scommette sul Grignolino. Il suo “Tumas” esce di cantina dopo tre anni: oggi in commercio c’è il 2013. La nuova etichetta Lemieperle, disegnata da Luciano Bobba, è stata presentata con una festa in cantina.

“Volevo un vino importante da dedicare alle mie due perle, le mie figlie Carlotta e Matilde – dice Laura -. Negli anni ho investito sul Grignolino e così che, insieme a mio marito Massimo e al mio enologo Mario Ronco, abbiamo pensato a una bollicina Metodo classico. Per me, è un esperimento perfettamente riuscito”. La prima vendemmia nel 2012: “È stato 34 mesi sui lieviti ma la nostra idea è di lasciarlo anche di più. Ora mi piacerebbe pensare a un vino da dessert con uve autoctone del Monferrato”. Laura aggiunge: “I risultati importanti si raggiungono con accanto persone importanti: le mie figlie, mio marito, la nonna, gli altri nonni che non ci sono più ma anche Luigi Castellaro, il nostro fattore ora in pensione, e lo nostra Anna Scifo, persona di fiducia di casa”.

Oltre a Tumas e Lemieperle, La Scamuzza firma anche Baciamisubito Barbera del Monferrato, Vigneto della Amorosa Barbera del Monferrato Superiore e un Monferrato Rosso Bricco San Tomaso. A festeggiare la nuova etichetta anche un lieto evento nella scuderia dell’azienda: è nata una puledrina e l’hanno battezzata Cuvé Rosé.

L’azienda agricola La Scamuzza nasce nel 1971 quando Carlo Bertone acquistò 40 ettari di terreni coltivati a cereali dalla famiglia Barozzi, allora proprietaria della Tenuta Bordona di Fubine. Il primo vigneto fu impiantato nel 1973: quasi un ettaro a 222 metri sul livello del mare con barbatelle di Barbera, Grignolino e Freisa. Il primo vino che si ottenne fu il Baciamisubito, ma per i primi anni fu utilizzato per il consumo familiare e tra amici. Nel 1988, si iniziò a ristrutturare la cantina sostituendo le botti di legno con vasi vinari di vetroresina e acciaio. Oggi la Scamuzza ha poco più di quattro ettari di vigne e produce circa 15 mila bottiglie.

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