Anche in Maremma Toscana le condizioni atmosferiche sfavorevoli hanno contribuito alla riduzione del raccolto ma la qualità resta ottima

Dal Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana trapela qualche preoccupazione per la vendemmia 2017, ormai giunta alla fine, nonostante si parli ancora del mese di settembre.

Il primo dato evidente è proprio il notevole anticipo – di circa 15 giorni- rispetto alle altre annate. Altro elemento indiscutibile è la rilevante diminuzione di quantità, dovuta sostanzialmente alla gelata tardiva di fine aprile che ha colpito anche la Maremma, soprattutto nelle aree più interne, e alla pressoché totale assenza di piogge abbinata a temperature estremamente elevate che hanno caratterizzato l’intero ciclo produttivo fino alla prima settimana di settembre. A complicare ulteriormente il quadro hanno contribuito i danni da ungulati, in questa annata ancora più gravi per il sensibile aumento della loro presenza e per le frequenti incursioni nei vigneti già dal mese di luglio, fatto assolutamente inconsueto. Tanto che, per la vendemmia 2017, si sta parlando, anche a livello nazionale, come dell’annata meno produttiva dal dopoguerra.

Oltre alla scarsità di uva è da considerare anche la bassissima resa di trasformazione: gli acini, “asciugati” dalle alte temperature e dalla prolungata siccità, hanno perso molto peso e hanno una resa in succo e, quindi, in vino, molto bassa. Le prime stime, fatte a metà agosto, facevano riscontrare un calo consistente (intorno al 30%) ma il perdurare dello stato di siccità – nemmeno “mitigato” dai classici temporali estivi della fine di agosto – e l’azione degli ungulati hanno senz’altro peggiorato le stime. Fortunatamente in certi casi sono stati riscontrati minori problemi, grazie soprattutto all’oculata e scientifica gestione dei vigneti, o all’eventuale disponibilità di acqua da irrigazione.

Siamo ottimisti sulla qualità delle uve, che, nonostante le condizioni meteo avverse, non risulta compromessa” spiega il Presidente del Consorzio, Edoardo Donato. E continua, “L’assenza di piogge ha determinato la presenza di uve perfettamente sane, pur riscontrando maturazioni eterogenee anche all’interno di uno stesso vigneto. Altro elemento positivo da evidenziare è il bassissimo ricorso ai trattamenti in vigna con un ridotto utilizzo di antiparassitari, il che non può che contribuire a una migliore sostenibilità dell’ambiente.”

Dalla prima settimana di settembre si è verificato un sensibile abbassamento delle temperature, causato anche dalle piogge, talvolta intense, che hanno interessato il territorio maremmano. Ciò ha consentito ai vigneti che avevano meno sofferto dello stato siccitoso e alle varietà più tardive di completare la maturazione in maniera ottimale.

Il Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana nasce nel 2014 dopo il conferimento della DOC con l’obiettivo di promuovere la qualità dei suoi vini e garantire il rispetto delle norme di produzione previste dal disciplinare, dedicandosi, inoltre, alla tutela del marchio e all’assistenza ai soci sulle normative che regolano il settore. Oggi il Consorzio conta 272 aziende associate, di cui 194 viticoltori (per la maggior parte conferenti uve a cantine cooperative), 1 imbottigliatore e 77 aziende “verticali” – che vinificano le proprie uve e imbottigliano i propri vini – per un totale di 5,5 milioni di bottiglie prodotte all’anno. Il Consorzio opera nell’intera provincia di Grosseto, una vasta area nel sud della Toscana che si estende dalle pendici del Monte Amiata e raggiunge la costa maremmana e l’Argentario fino all’isola del Giglio. La DOC dispone di una zona di produzione di circa 8.700 ettari di vigneto, dei quali oltre 1.750 sono stati utilizzati per produrre i vini della Denominazione durante la vendemmia 2016.

Grosseto, 20 Settembre 2017